Installare un climatizzatore non significa semplicemente scegliere quanti BTU comprare e trovare una parete libera sulla quale montare lo split. Il corretto posizionamento delle unità interne è una parte fondamentale della progettazione dell'impianto: uno split molto potente installato in salone non può climatizzare correttamente un intero appartamento e posizionarlo in corridoio lasciando aperte le porte delle camere raramente produce il risultato sperato. Ogni ambiente ha infatti un proprio carico termico e necessita di un'adeguata circolazione dell'aria. Allo stesso modo, anche la posizione dell'unità esterna influenza il funzionamento dell'impianto. Vediamo quindi come dimensionare e soprattutto dove posizionare correttamente un climatizzatore.

In sintesi: un climatizzatore raffredda e deumidifica principalmente l'ambiente nel quale è installato.

Una macchina molto potente in salone non equivale ad avere più unità distribuite nelle diverse stanze.

Come principio generale, se vogliamo climatizzare correttamente più ambienti separati, ogni ambiente dovrebbe avere il proprio terminale.

Potenza, posizione dello split, direzione del flusso d'aria e corretta installazione dell'unità esterna devono essere valutate insieme.

Uno split può raffreddare tutta casa?

Una delle richieste più frequenti durante la progettazione di un impianto di climatizzazione è apparentemente molto semplice:

"Posso mettere un climatizzatore potente in salone e raffreddare tutta casa?"

Nella maggior parte degli appartamenti la risposta è: non in maniera corretta e uniforme.

Il problema non è semplicemente la potenza del climatizzatore.

Un'unità interna aspira l'aria presente nell'ambiente nel quale è installata, la raffredda e la reimmette nello stesso ambiente attraverso il proprio ventilatore.

Si crea quindi una continua circolazione dell'aria prevalentemente all'interno di quel locale.

Se il salone comunica con un corridoio e successivamente con due o tre camere, l'aria dovrebbe:

  • uscire dal salone;
  • attraversare la porta;
  • percorrere il corridoio;
  • entrare attraverso la porta della camera;
  • distribuirsi uniformemente all'interno della stanza;
  • ritornare verso il locale nel quale si trova il climatizzatore.

Non esiste però un sistema di canalizzazione o ventilazione forzata che obblighi l'aria a compiere questo percorso.

Una parte dell'aria fresca raggiungerà certamente gli ambienti adiacenti, ma questo non significa che questi vengano climatizzati correttamente.

Potremmo quindi avere, ad esempio:

  • salone a 23°C;
  • corridoio a 25°C;
  • camera più vicina a 27°C;
  • camera più lontana a 29°C.

I valori sono solamente esemplificativi, ma spiegano bene il problema: avere una macchina sufficientemente potente non significa riuscire a distribuire quella potenza dove serve.

Errore comune: "Metto un climatizzatore molto potente e raffreddo tutto l'appartamento."

Aumentare i BTU non risolve un problema di distribuzione dell'aria. Un 18.000 o 24.000 BTU installato in un unico locale non diventa l'equivalente di due o tre unità più piccole distribuite nelle varie stanze.

Errori di posizionamento degli split
Scenario probabile con gli split posizionati male

Perché mettere il climatizzatore in corridoio è spesso un errore

Un'altra soluzione apparentemente logica consiste nell'installare un unico split nel corridoio, possibilmente in posizione centrale rispetto alle camere.

Il ragionamento è:

"Tengo tutte le porte aperte e da qui l'aria fredda entra in ogni stanza."

Sulla carta sembra una soluzione intelligente. Nella pratica presenta diversi problemi.

Innanzitutto il corridoio è normalmente un ambiente relativamente piccolo.

Lo split aspira e raffredda principalmente l'aria che si trova proprio nel corridoio.

Di conseguenza la zona nella quale è installato può raggiungere rapidamente una temperatura molto più bassa rispetto alle camere.

Il climatizzatore rileva questa condizione attraverso i propri sensori e, trattandosi normalmente di una macchina inverter, inizia a ridurre la potenza erogata.

Il problema è che mentre il corridoio potrebbe essere già sufficientemente fresco, nelle camere potrebbe esserci ancora una temperatura molto superiore.

C'è poi un secondo problema: l'aria non gira gli angoli come se percorresse una tubazione.

Il ventilatore dello split genera un flusso d'aria che ha una direzione precisa. Porte, pareti, rientranze e geometria dell'appartamento ne limitano fortemente la distribuzione.

Una camera direttamente davanti allo split potrebbe ricevere una certa quantità d'aria fresca, mentre una camera posta lateralmente o dopo una curva potrebbe riceverne pochissima.

Nota tecnica: il sensore di temperatura dell'unità interna misura principalmente le condizioni dell'aria nella zona in cui si trova lo split. Non conosce automaticamente la temperatura presente nelle altre camere dell'appartamento. Per questo una posizione apparentemente "centrale" come il corridoio non garantisce affatto una climatizzazione uniforme degli ambienti circostanti.

Un climatizzatore per ogni ambiente: il paragone con i termosifoni

Un modo molto semplice per comprendere il concetto è pensare all'impianto di riscaldamento.

In un appartamento composto da salone, cucina e tre camere difficilmente installeremmo un unico termosifone enorme nel corridoio pensando di riscaldare uniformemente tutta la casa.

Normalmente ogni ambiente dispone del proprio terminale.

Con la climatizzazione il principio è simile.

Se vogliamo controllare correttamente la temperatura di:

  • salone;
  • camera matrimoniale;
  • seconda camera;

la soluzione tecnicamente più efficace è generalmente prevedere un'unità interna dedicata per ciascun ambiente che vogliamo effettivamente climatizzare.

Questo non significa necessariamente installare tre motori esterni.

Le unità interne possono, quando tecnicamente opportuno, essere collegate a sistemi:

  • mono split;
  • dual split;
  • trial split;
  • multisplit.

Il punto fondamentale è un altro: la distribuzione delle unità interne deve seguire gli ambienti da climatizzare.

Naturalmente esistono eccezioni.

Un grande open space, due zone completamente comunicanti o particolari configurazioni architettoniche possono permettere a una singola unità di servire una superficie maggiore.

Ma un open space da 50 m² è completamente diverso da un appartamento da 50 m² diviso in quattro stanze.

Perché l'aria fredda non si distribuisce uniformemente tra le stanze

Il climatizzatore non deve solamente produrre una determinata quantità di freddo.

Deve creare le condizioni di comfort all'interno dell'ambiente.

Questo significa:

  • raffreddare l'aria;
  • deumidificarla;
  • movimentarla;
  • distribuirla;
  • controllarne continuamente la temperatura.

Uno split installato in salone può certamente contribuire ad abbassare leggermente la temperatura delle stanze comunicanti, soprattutto lasciando le porte aperte.

Ma contribuire a raffreddare una stanza non significa climatizzarla correttamente.

Il problema diventa ancora più evidente quando una porta viene chiusa.

In quel momento lo scambio d'aria con il locale climatizzato si riduce drasticamente e la stanza torna rapidamente verso le proprie condizioni termiche naturali.

Questo è particolarmente importante nelle camere da letto, dove normalmente si desidera poter chiudere la porta durante la notte.

Come dimensionare correttamente un climatizzatore

Dopo aver stabilito quante unità interne servono, bisogna scegliere la potenza corretta per ciascun ambiente.

È molto comune effettuare questo calcolo considerando esclusivamente i metri quadrati.

I metri quadrati sono certamente un primo riferimento, ma non sono sufficienti per un dimensionamento preciso.

Bisogna considerare anche:

  • altezza del locale;
  • volume complessivo;
  • esposizione solare;
  • dimensione delle superfici vetrate;
  • qualità degli infissi;
  • isolamento delle pareti;
  • isolamento del solaio;
  • piano dell'appartamento;
  • presenza di terrazzi o coperture direttamente esposte al sole;
  • numero abituale di persone;
  • apparecchiature che producono calore;
  • destinazione d'uso dell'ambiente.

Due camere entrambe da 20 m² possono quindi avere esigenze completamente differenti.

Una camera a un piano intermedio, esposta a nord e con ottimi infissi non si comporta come una camera della stessa superficie situata all'ultimo piano, esposta a sud-ovest e con una grande vetrata.

Nota tecnica: utilizzare esclusivamente una formula "BTU = metri quadrati × coefficiente" può essere utile per una prima stima, ma non sostituisce la valutazione delle reali dispersioni e dei carichi termici dell'ambiente. Più la situazione è particolare, meno affidabile diventa il semplice calcolo basato sulla superficie.

Meglio 9.000 o 12.000 BTU?

Un'altra convinzione molto diffusa è che sia sempre preferibile scegliere la macchina più piccola possibile perché "consuma meno".

Non è necessariamente così.

Quando il calcolo pone l'ambiente vicino al limite tra due taglie, può essere sensato avere un certo margine di potenza anziché installare una macchina che nelle condizioni più gravose sarà costantemente al limite delle proprie possibilità.

Facciamo un esempio.

Supponiamo di avere una camera per la quale, considerando superficie, esposizione e caratteristiche dell'edificio, un 9.000 BTU risulti appena sufficiente.

Un 12.000 BTU correttamente scelto potrebbe:

  • raggiungere più rapidamente la temperatura richiesta;
  • avere maggiore margine nelle giornate estremamente calde;
  • lavorare successivamente a potenza ridotta grazie alla modulazione inverter;
  • evitare di rimanere per molte ore vicino alla massima capacità.

Questo però non significa che bisogna sempre sovradimensionare.

Mettere un 12.000 BTU in un ambiente realmente molto piccolo e con un carico termico minimo può essere inutile e controproducente.

Un eccessivo sovradimensionamento può infatti portare a raggiungere molto rapidamente il setpoint senza ottenere sempre la migliore gestione del comfort e della deumidificazione, oltre a essere semplicemente una scelta tecnica ed economica non necessaria.

Il principio corretto è quindi:

meglio avere un ragionevole margine di potenza piuttosto che sottodimensionare, ma la macchina deve comunque essere proporzionata all'ambiente.

Una macchina più potente consuma necessariamente di più?

No, non necessariamente.

Per comprenderlo bisogna abbandonare l'idea che un climatizzatore da 12.000 BTU funzioni continuamente come se stesse erogando 12.000 BTU.

I moderni climatizzatori inverter modulano il funzionamento del compressore.

Durante la fase iniziale possono lavorare con una potenza elevata per portare rapidamente il locale alla temperatura richiesta.

Quando il setpoint viene raggiunto, la macchina riduce progressivamente la propria capacità e cerca di mantenere le condizioni raggiunte consumando solamente l'energia necessaria in quel momento.

Una macchina più potente può quindi raggiungere prima il risultato e successivamente modulare.

Una macchina sottodimensionata, invece, durante una giornata particolarmente calda potrebbe essere costretta a funzionare continuamente ad alto regime tentando di raggiungere una temperatura che fatica a ottenere.

Questo significa che:

12.000 BTU non significa automaticamente consumare più di 9.000 BTU.

Allo stesso modo sarebbe sbagliato sostenere che una macchina più grande consumi sempre meno.

Il consumo reale dipende da:

  • efficienza della macchina;
  • carico termico;
  • temperatura richiesta;
  • temperatura esterna;
  • tempo di funzionamento;
  • capacità di modulazione;
  • corretto dimensionamento.

Errore comune: "Prendo il 9.000 perché sicuramente consuma meno del 12.000."

La potenza nominale del climatizzatore non coincide con il suo consumo elettrico costante. Con le macchine inverter il funzionamento viene modulato. Scegliere una macchina insufficiente solamente per ridurre i BTU può quindi produrre l'effetto opposto a quello desiderato: poco comfort e climatizzatore costretto a lavorare molto.

Dove posizionare correttamente lo split

Una volta scelta la potenza corretta, bisogna decidere dove installare fisicamente l'unità interna.

La posizione non dovrebbe essere scelta solamente in funzione della comodità dell'installatore o del percorso più corto per le tubazioni.

Lo split deve poter aspirare correttamente l'aria e distribuirla nel locale.

Bisogna quindi rispettare innanzitutto le distanze minime indicate dal produttore.

In particolare bisogna lasciare sufficiente spazio:

  • tra unità e soffitto;
  • rispetto alle pareti laterali;
  • nella zona di aspirazione;
  • davanti alla mandata dell'aria.

Installare uno split praticamente attaccato al soffitto o schiacciato in un angolo può ostacolare l'aspirazione e compromettere la corretta distribuzione dell'aria.

Quando possibile è inoltre preferibile scegliere una posizione dalla quale il getto possa attraversare una parte significativa dell'ambiente.

Questo non significa necessariamente installare lo split esattamente al centro geometrico della parete.

In una stanza lunga e stretta, ad esempio, potrebbe essere molto più efficace installarlo su una parete corta e indirizzare il flusso lungo l'asse maggiore del locale.

Bisogna inoltre evitare, quando possibile:

  • mobili molto alti immediatamente davanti allo split;
  • pareti che interrompono immediatamente il flusso;
  • nicchie;
  • angoli particolarmente chiusi;
  • ostacoli alla ripresa dell'aria;
  • posizioni nelle quali il getto investe continuamente le persone.

Un climatizzatore correttamente dimensionato ma installato nella posizione sbagliata può quindi offrire un comfort decisamente inferiore rispetto alle proprie reali possibilità.

Posizionamento del climatizzatore in camera da letto

La camera da letto merita una considerazione specifica.

Qui non dobbiamo solamente raggiungere una determinata temperatura: dobbiamo farlo senza creare condizioni fastidiose durante diverse ore consecutive di permanenza.

Installare lo split in modo che il getto investa direttamente il letto può risultare molto sgradevole.

Durante la notte, inoltre, la temperatura corporea e la percezione del flusso d'aria cambiano.

Una corrente che durante il giorno sembra piacevole può diventare fastidiosa dopo diverse ore.

Quando la geometria della stanza lo permette è quindi preferibile scegliere una posizione che favorisca la circolazione dell'aria intorno alla zona letto piuttosto che direttamente sulle persone.

Anche in questo caso non esiste una posizione universale: bisogna valutare disposizione del letto, armadi, finestre, porte e geometria della camera.

Dove posizionare correttamente l'unità esterna

L'unità esterna viene spesso considerata solamente dal punto di vista estetico:

"Dove possiamo metterla per vederla il meno possibile?"

L'aspetto estetico è certamente importante, ma prima vengono le esigenze tecniche.

Durante il raffrescamento l'unità esterna deve smaltire verso l'esterno il calore sottratto all'abitazione.

Per farlo deve movimentare grandi quantità d'aria.

È quindi fondamentale che possa:

  • aspirare aria senza ostacoli;
  • espellere liberamente l'aria calda;
  • evitare il ricircolo dell'aria appena espulsa;
  • disporre degli spazi minimi prescritti dal produttore.

Una macchina installata all'interno di una nicchia troppo stretta può riscaldare progressivamente l'aria che la circonda.

Se l'aria calda espulsa viene nuovamente aspirata dall'unità, le condizioni di funzionamento peggiorano.

Il climatizzatore deve quindi lavorare in condizioni più gravose per riuscire a smaltire il calore.

Bisogna inoltre pensare alla manutenzione.

Una posizione apparentemente perfetta perché nasconde completamente l'unità può diventare un problema quando bisogna:

  • pulire la batteria;
  • controllare i raccordi;
  • effettuare misurazioni;
  • riparare la macchina;
  • sostituire componenti.

L'unità deve quindi essere installata in una posizione tecnicamente corretta e ragionevolmente accessibile.

Errore comune: "L'unità esterna basta che stia fuori."

Non è sufficiente. Una macchina può trovarsi formalmente all'esterno ma essere installata in una nicchia talmente chiusa da non riuscire a smaltire correttamente il calore. La ventilazione dell'unità esterna è una parte fondamentale dell'installazione.

Corretto posizionamento unità esterna ed interna
Altri scenari tipici di posizionamenti errati

Unità esterna al sole o all'ombra?

Anche su questo argomento esistono molte semplificazioni.

Le unità esterne dei climatizzatori sono progettate per funzionare all'aperto e quindi anche in presenza di irraggiamento solare.

Questo non significa che il sole sia completamente irrilevante.

Se abbiamo due posizioni tecnicamente equivalenti, una zona meno esposta all'irraggiamento diretto può offrire condizioni ambientali più favorevoli.

Ma la priorità rimane la ventilazione.

Non avrebbe senso, ad esempio, spostare l'unità da una posizione soleggiata ma perfettamente ventilata a una nicchia all'ombra nella quale l'aria calda rimane intrappolata.

Regola pratica: tra un'unità esterna esposta al sole ma correttamente ventilata e una macchina all'ombra ma soffocata dentro uno spazio insufficiente, è generalmente preferibile garantire prima di tutto la corretta ventilazione. Le distanze effettive devono comunque essere quelle previste dal produttore della macchina installata.

Come progettare correttamente la climatizzazione di una casa

Il modo corretto di progettare un impianto è praticamente l'opposto di quello utilizzato molto spesso.

Non bisognerebbe partire chiedendosi:

"Quanti climatizzatori voglio comprare?"

Bisognerebbe partire dall'abitazione.

Il ragionamento dovrebbe essere:

1. Quali ambienti voglio realmente climatizzare?

Salone? Camera matrimoniale? Cameretta? Studio?

2. Qual è il fabbisogno di ogni singolo ambiente?

Si valutano superficie, volume, esposizione, isolamento, vetrate e condizioni reali.

3. Dove deve essere installata ogni unità interna?

Bisogna individuare la posizione che consente la migliore distribuzione dell'aria compatibilmente con le caratteristiche dell'ambiente e dell'impianto.

4. Dove possono essere installate le unità esterne?

Si valutano ventilazione, accessibilità, distanze, percorso frigorifero, scarico della condensa, vincoli architettonici e condominiali.

5. Solo a questo punto si decide la configurazione dell'impianto.

Mono split, dual, trial o altra configurazione diventano la conseguenza della progettazione, non il punto di partenza.

Decisione pratica: se vuoi climatizzare correttamente tre ambienti separati, partire dall'idea di utilizzare un'unica macchina molto potente è generalmente sbagliato. Prima si individuano gli ambienti da climatizzare, poi si dimensiona il fabbisogno di ciascuno e infine si sceglie la posizione delle unità. Un impianto composto da unità correttamente dimensionate e distribuite offre normalmente un comfort molto superiore rispetto a una sola macchina sovradimensionata installata nel punto sbagliato.

Domande Frequenti (Faq)

Un solo climatizzatore può raffreddare tutta casa?
Può contribuire ad abbassare la temperatura degli ambienti comunicanti, ma negli appartamenti suddivisi in più stanze difficilmente permette di ottenere una climatizzazione uniforme. Per controllare correttamente temperatura e comfort dei diversi locali è generalmente preferibile prevedere unità dedicate.
Conviene mettere il climatizzatore nel corridoio?
Generalmente no. Il corridoio può raffreddarsi rapidamente mentre le camere rimangono calde. Inoltre porte, pareti e geometria dell'abitazione impediscono una distribuzione uniforme del flusso d'aria.
Tenendo le porte aperte il climatizzatore raffredda anche le altre stanze?
Una parte dell'aria fresca può raggiungere gli ambienti adiacenti, ma questo non equivale a climatizzarli correttamente. La temperatura può rimanere molto diversa tra il locale nel quale è installato lo split e le stanze più lontane.
È meglio un climatizzatore da 9.000 o 12.000 BTU?
Dipende dal carico termico dell'ambiente. Quando il fabbisogno è vicino al limite tra due taglie può essere opportuno prevedere un ragionevole margine di potenza, ma un sovradimensionamento eccessivo non è corretto. La scelta non dovrebbe essere effettuata considerando solamente i metri quadrati.
Un climatizzatore da 12.000 BTU consuma più di uno da 9.000?
Non necessariamente. I moderni climatizzatori inverter modulano la potenza in funzione del fabbisogno. Una macchina sottodimensionata può essere costretta a lavorare a lungo ad alto regime, mentre una macchina correttamente dimensionata può raggiungere il setpoint e successivamente ridurre la propria potenza.
Dove deve essere posizionato lo split?
Deve essere installato rispettando le distanze previste dal produttore e in una posizione che consenta una corretta aspirazione e distribuzione dell'aria. Quando possibile bisogna evitare angoli chiusi, ostacoli davanti alla mandata e getti diretti sulle persone.
L'unità esterna del climatizzatore può stare al sole?
Sì, le unità esterne sono progettate per funzionare all'aperto. Se esistono due posizioni equivalenti può essere preferibile quella meno esposta al sole diretto, ma la corretta ventilazione e il rispetto delle distanze previste dal produttore hanno priorità.

Devi installare uno o più climatizzatori e non sai quale configurazione scegliere? Prima di acquistare le macchine è importante valutare quali ambienti devono essere climatizzati, la potenza necessaria, la posizione degli split, il percorso delle tubazioni, lo scarico della condensa e la posizione delle unità esterne. Per un'installazione a Roma puoi contattarci tramite SOS Casa Roma per richiedere informazioni, valutare la fattibilità dell'impianto o prenotare un sopralluogo tecnico.

  • Uno split climatizza principalmente l'ambiente nel quale è installato.
  • Un climatizzatore molto potente non sostituisce più unità correttamente distribuite.
  • Il corridoio raramente è il punto ideale per climatizzare contemporaneamente più camere.
  • Come principio generale, ogni ambiente separato che vogliamo climatizzare correttamente dovrebbe avere il proprio terminale.
  • Il dimensionamento non deve essere effettuato considerando solamente i metri quadrati.
  • Quando siamo tra due taglie, un ragionevole margine può essere preferibile a una macchina sottodimensionata.
  • Più BTU non significano automaticamente maggiori consumi: le macchine inverter modulano la potenza.
  • Lo split deve poter aspirare e distribuire liberamente l'aria.
  • L'unità esterna deve avere spazio sufficiente per aspirare ed espellere aria senza ricircoli.
  • La potenza non può compensare un errore di progettazione: anche un ottimo climatizzatore, installato nel posto sbagliato, lavorerà in condizioni sfavorevoli e offrirà un comfort inferiore.